Vox Romanica
vox
0042-899X
2941-0916
Francke Verlag Tübingen
10.2357/VOX-2017-024
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Kristol De StefaniRachele Delucchi, Fonetica e fonologia dell’armonia vocalica. Esiti di -a nei dialetti della Svizzera italiana in prospettiva romanza, Tübingen (Francke) 2016, 459 p. (Romanica Helvetica 134)
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2017
Armistizio Matteo Melillo
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365 Besprechungen - Comptes rendus Vox Romanica 76 (2017): 365-366 DOI 10.2357/ VOX-2017-024 si diceva all’inizio, avendo notoriamente la sociolinguistica e la dialettologia sociale praticate in Italia una posizione tutt’altro che trascurabile nel contesto europeo e romanzo, sia per la quantità della produzione scientifica che per la caratterizzazione della particolare situazione di multilinguismo e dei complessi rapporti fra lingua standard e dialetti tipici dell’Italia; tanto più che sono ben presenti nella sociolinguistica italiana due dei motivi conduttori tratteggiati dai curatori come caratterizzanti le prospettive italiane nello studio del linguaggio, vale a dire l’innesto su una originaria prospettiva storicistica e l’elaborazione di riflessioni teoriche anche originali sui dati empirici. Se vogliamo - ma forse andremmo contro l’avvertenza stessa che abbiamo avanzato all’inizio della presente recensione, circa la relatività della scelta dei contributi -, sempre nell’ottica della quantità e originalità delle ricerche condotte in Italia avrebbe meritato un capitoletto anche la linguistica acquisizionale. L’apprendimento delle lingue seconde in contesto naturale è infatti un’area specifica della linguistica in cui i lavori italiani dell’ultimo venticinquennio (in particolare, da parte della Scuola di Pavia) hanno portato a risultati di primaria rilevanza, anche in termini del riconoscimento stesso di un settore degli studi linguistici identificabile con tale etichetta. A parte le lacune appena segnalate, la raccolta riesce comunque a dare un’immagine variegata, dettagliata e molto competente della linguistica praticata in Italia negli ultimi decenni - compito come abbiamo detto tutt’altro che facile. Traspare fra l’altro bene, dall’insieme delle trattazioni, il gioco di rapporti e tensioni fra storicismo, formalismo e funzionalismo che ha contrassegnato lo sviluppo delle ricerche linguistiche in Italia conferendovi un sapore a volte peculiare, e per così dire bifronte, in quanto da un lato ben ancorato, seppur non senza contraddizioni, alla tradizione storicistica e dall’altro molto aperto alle suggestioni e innovazioni provenienti dalla ricerca internazionale. La raccolta è abbastanza accurata dal punto di vista formale. Alcuni refusi minori per lo più nella grafia di nomi propri (per es., Salterelli invece di Saltarelli, 10, Weinrich invece di [presumibilmente, nel contesto] Weinreich, 12, Padue invece di Padoue, 12 [poco sopra, due volte in grafia corretta], Bailly invece di Bally, 14, Bretinetto invece di Bertinetto, 20, Grezzi invece di Ghezzi, 30, Bussmann invece di Bußmann, 143, Iannàcaro invece di Iannàccaro, 162, ecc.) sono facilmente emendabili. A p. 130, il periodo «un corpus … exige pour être considéré comme tel que a) les critères et les modalités techniques de recueil, de transcription et d’annotation (si possible dans le respect des protocoles standardisés qui le rendent comparable à d’autres corpora)»; b) que le matériel soit accessible …» manca di una parte di testo, per esempio un verbo che funga da predicato del soggetto les critères ecc. (en passant, il plurale corpora usato qui e altrove nel volume mi risulta piuttosto inconsueto in francese). Gaetano Berruto r aChele d eluCChi , Fonetica e fonologia dell’armonia vocalica. Esiti di a nei dialetti della Svizzera italiana in prospettiva romanza, Tübingen (Francke) 2016, 459 p. (Romanica Helvetica 134) r aChele d eluCChi dedica il suo studio, silenziosamente, alle sue nonne ed alle cose umili, piccole e vere. E continua con questo suo avvio sentimentale quando nella premessa, dopo aver ricordato i suoni e le parole, i colori, i gusti e i profumi degli informatori e delle inchieste sul campo, ringrazia per una risata fragorosa, per un abbraccio, per uno sguardo complice e vero chi le è stato accanto nel suo lavoro, in modo tutto speciale la sua famiglia. Benissimo, ci sono tutti i presupposti per una lettura con simpatia della sua voluminosa, densissima monografia; credo che l’Autrice abbia la consapevolezza del valore poetico della lingua, suoni compresi. 366 Besprechungen - Comptes rendus Vox Romanica 76 (2017): 365-366 DOI 10.2357/ VOX-2017-024 Mi sono avvicinato al libro colpito dall’essenzialità del titolo, Fonetica e fonologia dell’armonia vocalica, e dalla proprietà di sintesi esplicativa del sottotitolo, Esiti di a nei dialetti della Svizzera italiana in prospettiva romanza. Certo, mi stupiva quella distinzione fra fonetica e fonologia, perché nella mia prospettiva di metodo mi sarei atteso fonetica e fonematica nell’ambito dell’unità della fonologia; ma, certo, anche da lì partiva la mia curiosità: andare a vedere cosa volessero dire quelle due parole per la Delucchi, per una studiosa che con somma proprietà ha sottotitolato il suo studio, definendolo per un unico significativo esito in diacronia e nello spazio, e dàndogli una prospettiva in ambito romanzo. Nello specifico lo studio tratta del rapporto «fra qualità della tonica e timbro del segmento finale» (9) già osservato da C. s alVioni più volte, in particolare in L’influenza della tonica nella determinazione dell’atona finale in qualche parlata della valle del Ticino del 1894 (AGI). E subito mi sono confortato, verificando dal generoso indice che la prima impressione di solidità e la curiosità erano state giustamente riposte: inchieste sul campo, distinzione della posizione della vocale nella parola e nella frase, mappe linguistiche, fonti e riferimenti bibliografici completi (nell’innegabile prospettiva metodologica seguita, senza scompensi riguardo alle fonti della ricerca più tradizionale o «classica»). Però, poi, ho iniziato a perdermi in un’inestricabile selva di bibliografia allettante e ben promettente, in una dettagliatissima presentazione della metodologia seguita e dei materiali utilizzati, fra cartine dell’area studiata considerata nei confini amministrativi coi laghi, le valli ed i valichi e l’organizzazione del territorio e tabelle del pendolarismo interno e della ripartizione dell’attività lavorativa per settore economico. Senza considerare i cenni storici e la descrizione dei punti dell’inchiesta. Poi, nella parte II del lavoro, da p. 55 a 198, si dànno gli esiti di a nella Svizzera italiana e nelle regioni di confine con estrema puntualità e dovizia di esempi, località per località; in particolare, dando, volta per volta gli esiti ricavati dalle inchieste sul campo, con registratori di potenti capacità, e le informazioni che si possono trarre dalle fonti precedenti. Nelle p. 199-227 della stessa parte si dà conto delle analisi sperimentali condotte, con immagini di oscillogrammi e spettrogrammi, nonché grafici colorati di sintesi per osservare l’esatto collocamento della vocale nelle diverse posizioni. La parte III, p. 231-54, è dedicata agli esiti di a nelle lingue romanze; la parte IV, p. 257-319, va dall’analisi complessiva alle conclusioni che indicano «un quadro strutturale estremamente diversificato e complesso, originato dalle molteplici manifestazioni di processi di tipo assimilativo, spontaneo e analogico» (318). Seguono, in fine, prospetti ed indici finali. Tutto bene, quindi, perché l’Autrice dà un quadro davvero particolareggiato del fenomeno studiato, che ha osservato con dovizia di materiali, riferimenti e strumenti. Non posso, però, nascondere un senso di eccesso che si prova; un senso di qualcosa che va oltre la semplice descrizione di un fenomeno e di un ambiente linguistico. Un senso di eccesso che ho colto nei riferimenti a lingue lontanissime dalla Romània, in forme da contestualizzare e verificare molto difficilmente, in un eccesso di informazioni e dati, che possono essere giustificati dall’entusiasmo della giovane promettentissima Ricercatrice, che, però, come penso sappia avèndone colta la sensibilità, possono aver creato qualche problema di lettura e comprensione ai suoi cari ed alle sue fonti. Armistizio Matteo Melillo
