eJournals Italienisch46/91

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Narr Verlag Tübingen
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2025
4691 Fesenmeier Föcking Krefeld Ott

«Un romanzo europeo»: A colloquio con Mario Desiati

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Christine Ott
Anouk Sonntag
Mario Desiati è nato nel 1977 a Locorotondo (Bari) e cresciuto a Martina Franca (Taranto). Oggi vive a Roma e a Berlino. È autore di poesie e di diversi romanzi e collabora con La Repubblica e L’Unità. Nel 2022 ha vinto il Premio Strega per il suo romanzo Spatriati (Torino: Einaudi 2021). Il suo nuovo romanzo Malbianco è stato pubblicato nel febbraio 2025, sempre da Einaudi. L’intervista ha avuto luogo in occasione della Fiera del Libro a Francoforte il 17/10/2024. Christine Ott, professoressa di Letteratura francese e italiana presso la Goethe-Universität di Francoforte, e Anouk Sonntag, studentessa del Master «Internationale Literaturen und Buchmärkte» a Francoforte, della Goethe-Universität Frankfurt, della Philipps-Universität Marburg e della Buchmesse Frankfurt, hanno parlato con Mario Desiati sul suo romanzo Spatriati, pubblicato in traduzione tedesca di Martin Hallmannsecker dalla Casa Editrice Wagenbach di Berlino nel 2024.
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«Un romanzo europeo»: A colloquio con Mario Desiati A cura di Christine Ott e Anouk Sonntag Mario Desiati è nato nel 1977 a Locorotondo (Bari) e cresciuto a Martina Franca (Taranto). Oggi vive a Roma e a Berlino. È autore di poesie e di diversi romanzi e collabora con La Repubblica e L’Unità. Nel 2022 ha vinto il Premio Strega per il suo romanzo Spatriati (Torino: Einaudi 2021). Il suo nuovo romanzo Malbianco è stato pubblicato nel febbraio 2025, sempre da Einaudi. L’intervista ha avuto luogo in occasione della Fiera del Libro a Francoforte il 17/ 10/ 2024. Christine Ott, professoressa di Letteratura francese e italiana presso la Goethe-Universität di Francoforte, e Anouk Sonntag, studentessa del Master «Internationale Literaturen und Buchmärkte» a Francoforte, della Goethe- Universität Frankfurt, della Philipps-Universität Marburg e della Buchmesse Frankfurt, hanno parlato con Mario Desiati sul suo romanzo Spatriati, pubblicato in traduzione tedesca di Martin Hallmannsecker dalla Casa Editrice Wagenbach di Berlino nel 2024. Christine Ott Il Suo romanzo Spatriati racconta la storia di un amore che dura una vita, quello di Francesco per Claudia, ma che non viene mai vissuto pienamente. È una dichiarazione di amore nei confronti di Berlino; eppure, il protagonista alla fine del romanzo torna nella sua cittadina natale in Puglia. Anouk Sonntag Mario Desiati, grazie di essere qui con noi. Nel romanzo, Berlino viene descritta come luogo in cui il protagonista trova una libertà che non aveva prima. Anche per la Sua scrittura Berlino ha avuto questo effetto liberatorio? E doveva essere proprio Berlino o è piuttosto l’esperienza dell’emigrazione che libera la scrittura ovvero i Suoi protagonisti? DOI 10.24053/ Ital-2024-0007 Mario Desiati Berlino è stata un flash, perché in quegli anni, dal 2012 al 2014, ci sono andato per cambiare la mia vita. Berlino fu quasi una chiamata spirituale. Ci sono luoghi nel mondo in cui andiamo e ci sembra di esserci già stati. È quello che mi è successo in ‘Deutschland’. Berlino è una città dove mi sono confrontato con lingue nuove, perché qui si parla tedesco, inglese, francese, spagnolo… Ogni sera un incontro con moltissime culture. E questo in qualche modo si proietta su Spatriati, che è un romanzo europeo, cioè un romanzo che racconta la storia di due ragazzi, due europei che trovano una città europea nella quale possono veramente essere se stessi - e questa è Berlino. Anouk Sonntag Nel libro, lei definisce concetti chiave della cultura tedesca come Sehnsucht oppure Torschlusspanik. Quale importanza hanno avuto e hanno per lei la lingua, la cultura e la letteratura tedesca? Mario Desiati Io penso che il termine Sehnsucht (che si usa anche in Italia) regala complessità in una sola parola. Il romanzo si alimenta della precisione del lessico tedesco. Percepisco un rapporto incredibile di questa lingua con la filosofia, con la storia e con la poesia. E in questo libro ho cercato di farlo capire, di metterlo ad esempio in contrasto con le sfumature del dialetto della mia terra, che invece è molto mobile, molto friabile. Mentre una parola tedesca è veramente precisa --Sehnsucht è quello struggimento, è quella nostalgia -, in dialetto c’è bisogno di una parola a più concetti, anche più imprecisi. Questo gioco, quindi, è alla base di una ‘scrittura spatriata’, un gioco linguistico in dialetto, in tedesco e in inglese. Anouk Sonntag Mentre Francesco alla fine torna in Puglia, Claudia rimane a Berlino. Si può dunque affermare che i due personaggi siano tipici per i destini diversi di tutta una generazione di expats italiani? La scelta di Claudia è l’espressione di una nuova identità transnazionale e transculturale? Mario Desiati Sì, Claudia appartiene, come Francesco - ma forse lei lo vive di più - a questa generazione figlia di Schengen, del sogno europeo, della facilità di muoversi in tutto il territorio europeo, infine di quella euforia che, oggi, è forse molto in crisi. La Brexit, il Covid, il confinamento e adesso le guerre alle frontiere dell’Europa hanno cambiato un po’ l’orizzonte. Però c’è stato un momento in cui molte persone si sono sentite europee; Claudia ne approfitta, io ne ho approfittato. DOI 10.24053/ Ital-2024-0007 100 A cura di Christine Ott e Anouk Sonntag 1 Desiati 2021: 9. E io mi sento molto Claudia, mi sento molto europeo, vicino alla Spagna, alla Germania, all’Italia, non mi sento mai troppo distante. Christine Ott Ci siamo anche chieste in che misura Claudia sia una figura allegorica. Dato che legge molto, anche autrici e poetesse pugliesi, ho pensato che potrebbe essere una specie di donna-letteratura. Non una musa nel senso tradizionale, ma una figura che ispira Francesco. Mario Desiati Avevo prima concepito il romanzo senza Francesco - solo Claudia in terza persona. Però ho capito che avevo bisogno di un personaggio su cui si riflettesse la luce di Claudia. Claudia è un carattere letterario nel quale ho messo insieme tutte le caratteristiche che avrei voluto incontrare: la passione per la letteratura, la voglia di conoscere il mondo, il coraggio di fallire. Claudia è una donna che fallisce. Oggi è cambiata un po’ l’aria ma solo dieci anni fa c’era ancora lo stigma, la paura del fallimento. Lei parte da un suo fallimento, ma dal suo fallimento costruisce poi la sua nuova vita, una vita più paga, più ‘zufrieden’. Christine Ott Claudia è un personaggio che esce dagli schemi convenzionali in vari sensi. È una figura che rappresenta una sorta di libertà, vero? Mario Desiati L’identità cambia. Noi nasciamo con un nome e un cognome, ‘figli di’, ma mentre noi cresciamo viviamo amori, lutti, traslochi, cambiamenti di lavoro, la nascita di figli, leggiamo, studiamo, non siamo quelli che eravamo il giorno prima. L’identità cambia, è un viaggio. Christine Ott Della propria infanzia Francesco racconta che è «un’infanzia di oratori di campagna […] con allenatori che allungavano le mani e preti con la gamba di legno che si facevano frizionare l’arto monco in sagrestia» 1 alludendo ai casi di abuso sessuale che hanno fatto tanto scandalo negli ultimi anni. La fede però rimane importante per Francesco. Mentre l’orientamento sessuale è un tema molto esplicito nel romanzo, il tema della chiesa e della religione rimangono nello sfondo, i personaggi non prendono posizione in maniera esplicita. Come mai? DOI 10.24053/ Ital-2024-0007 «Un romanzo europeo»: A colloquio con Mario Desiati 101 Mario Desiati Perché sono spatriati. Sono senza collocazione in tutti i campi, non solo nell’identità sessuale, ma anche nella politica religiosa, sociale e culturale. La religione è importante perché nella prima parte del romanzo viene fuori, come ho cercato di raccontare, anche con delle scene molto esplicite. Ad esempio, il primo dipinto che un italiano vede, lo vede in chiesa. La prima poesia che un italiano impara è un salmo o una preghiera imparata in chiesa, quindi: letteratura, arte. La Chiesa non è solo la mediazione con la religione, ma anche con l’arte. Questo aspetto viene molto sottovalutato, ma in realtà riguarda anche l’immaginario. L’arte è sensualità. Ad esempio Francesco, attraverso alcuni elementi della Chiesa, scopre questa persona sensuale. A lui piace mettere una lunga tonaca che è come una gonna e dice che è meglio e più comoda la gonna dei pantaloni. Quindi per lui il vestito da prete è un ‘Fetisch’. E infatti alla prima festa ‘Fetisch’ a cui va, si vuole vestire da prete. È vero che c’è anche questo cortocircuito del desiderio represso… Ma allo stesso tempo è circondato da corpi nudi, è circondato da angeli che non hanno sesso, è circondato da meravigliose madonne, da Cristi muscolosi. È un erotismo soffuso. Christine Ott Quindi, se ho capito bene, è il compito di noi lettrici decidere se possiamo vedere qualcosa di positivo nella religione come è evocata nel tuo romanzo, quando non è legata, alle istituzioni, al culto? Mario Desiati Esatto. Anouk Sonntag In francese, il titolo del Suo romanzo è stato tradotto con Les irresolus, ‘gli indecisi’, mentre in Germania è stato mantenuto il titolo Spatriati. Vuole commentare questa scelta? Mario Desiati Spatriati è una scommessa dell’editore tedesco e dell’editore americano che hanno deciso di lasciare questo titolo perché ‘spatriati’ è una parola che non esiste in altre lingue. In italiano ‘spatriato’ vuole dire expat e basta. Nel mio dialetto ha mille nuances. Sono persone che non si possono definire, persone sradicate. Anche persone che non hanno famiglia: ha una nuance negativa per noi ‘spatriati’. Poi in italiano è diventato un neologismo per esprimere una identità non definita. Per definirla, si usa la parola ‘spatriati’. DOI 10.24053/ Ital-2024-0007 102 A cura di Christine Ott e Anouk Sonntag ‘Spatriati’ è il senso del romanzo che racconta questa diversità di tutti noi. Ho apprezzato moltissimo la decisione dell’editore tedesco, perché non è facile avere nel titolo una parola sconosciuta. Anouk Sonntag Direbbe che i personaggi sono irresoluti? Mario Desiati Sì, anche, ma lo siamo tutti! Inevitabile e terribile. Insomma sì. Anouk Sonntag Vorremmo chiudere con una domanda che riguarda la Fiera del libro. La letteratura italiana che viene presentata qui alla fiera non è necessariamente quella che viene discussa in Italia. Lei come vede il rapporto fra il programma dell’Italia ospite d’onore e la situazione della letteratura contemporanea in Italia? Mario Desiati Le fiere sono fondamentali. Sono dei luoghi dove si scambiano idee di pluralità. Più c’è dialogo, più c’è pluralità, e anche complessità. Quello che mi spaventa nel dibattito politico, e diventa anche un fenomeno culturale, anche letterario, è la semplificazione. Il consenso - ci sono anche studi su questo - oggi è come una droga. È importante che le opinioni siano tante. Non devono essere complesse per forza, ma tante. La fiera di solito è un’occasione di incontri, di conoscenza di lingue, di libri, di letterature lontane come quella filippina. Per esempio, molti scrittori filippini non sono tradotti in italiano. Quindi la fiera di Francoforte sarà per qualche editore italiano un’occasione per conoscere la produzione letteraria degli altri paesi. È importante! Ci permette di toglierci questa claustrofobia che viviamo costantemente, chiusi, spaventati. Quindi con la letteratura si toglie un po’ della paura. Christine Ott Infatti è anche quello che speriamo di fare nel nostro nuovo master, cioè di portare lo studio della letteratura fuori dall’università. Portarla nel mondo, e far capire che anche una letteratura ‘irrésolue’, una letteratura che ci permette di essere tutti un po’ ‘spatriati’, ci arricchisce. Libri di Mario Desiati Neppure quando è notte. Ancona: Pequod 2003. Vita precaria e amore Eterno. Milano: Mondadori 2006. Il paese delle spose infelici. Milano: Mondadori 2008. DOI 10.24053/ Ital-2024-0007 «Un romanzo europeo»: A colloquio con Mario Desiati 103 Foto di classe. U uagnon se n’asciot. Roma/ Bari: Laterza 2009. Ternitti. Milano: Mondadori 2011. / / -Zementfasern. Aus dem Italienischen von-Annette Kopetzki. Berlin: Wagenbach 2012. Il libro dell’Amore proibito. Milano: Mondadori 2013. Mare di zucchero. Milano: Mondadori 2014. Con le ali ai piedi. Milano: Mondadori 2015. La notte dell’innocenza. Milano: Rizzoli 2015. Candore. Torino: Einaudi 2016. Spatriati. Torino: Einaudi 2021. / / Spatriati. Aus dem Italienischen von Martin Hallmanns‐ ecker. Berlin: Wagenbach 2024. Malbianco. Torino: Einaudi 2025. DOI 10.24053/ Ital-2024-0007 104 A cura di Christine Ott e Anouk Sonntag