Vox Romanica
vox
0042-899X
2941-0916
Francke Verlag Tübingen
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1996
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Kristol De StefaniGIANRENZO P. CLIVIO/CENSIN PICH ( ed. ), VIII Rescontr anternassional de· studi an sla lenga e la literatura piemonteisa, Alba (Famija Albeisa) 1994, 390 p.; GIANRENZO P. Cuvro/ DARIO PASERo/CENSIN PrcH (ed.), x Réscontr anternassional dë studi an sla lenga e la literatura piemontèisa, Ivrea (Ferraro) 1995, 124 p.; GIANRENZO P. CLIVIO/CENSIN PICH( ed.), XI Rescontr anternassional de studi an sla lenga e la literatura piemontèisa, Ivrea (Ferraro) s.d., 156 p.
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1996
G. Berruto
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Besprechungen - Comptes rendus 277 135), possano offrire in questo easo lo spunto per abbozzare, in modo nemmeno troppo fantasioso, l'idea della doppia redazione. Con il eomponimento 139 l'operazione letteraria dell'Anonimo Genovese riceve, in un eerto senso, un marehio autorevole di qualita. Sulla seia di quanto era gia stato fatto alla corte di Federieo n da parte degli iniziatori della poesia in volgare di si, infatti, l'Anonimo traduee, ampliandola, una canzone provenzale: si tratta di Quan be me sui appessatz di Falquet de Romans, il eui testo, tratto pero dalla veeehia edizione di Rudolf Zenker (dalla quale il Nieolas mutua anehe la forma errata del nome del trovatore, Folquet, ormai universalmente rifiutata), viene giustamente affiancato a quello genovese, per una immediata verifiea de! lavoro di «traduzione» da parte dell'Anonimo. Seorrendo, infine, il glossario ei sembra di poter eogliere qualche inesattezza. Per es., il lemma aarsnese rinvia a 43, 175, dove in realta e'e la forma eon la -x-, e d'altra parte nel glossario e'e anehe arsnexe (perehe, inoltre, mantenere le due ainiziali? ); lo stesso voeabolo puo apparire anehe nella forma asneise, eome ei insegna sempre il rieeo glossario (da! quale manea, pero, ad es., benastruo): ma a 52, 36, luogo al quale si rinvia, e'e la forma eon la -x- (sono minuzie, sia ben ehiaro, ehe il reeensore pedante segnala solo per dovere di eronaea). Ci sono anehe, a nostro parere ed e problema ehe evidentemente non e ristretto al solo glossario, ma ehe investe l'intera edizione degli eeeessi di «protezionismo» grafieo, nonostante ei si trovi ad operare su testimone unieo: ad es. 1'-he superflua in parole eome chair «eadere», anchora, bancha, tascha, ognunchana, perehe non ha alcun valore fonetieo. Anehe la doppia -cin Tosccanna ei sembra inutile. Manea un ineipitario, ma anehe un indice delle rubriehe poteva tornare utile; inoltre nell'lndice dei nomi propri potevano trovare posto anehe i nomi di persona e di luogo eontenuti nelle didasealie in latino. Maneano anehe, ma e un «vizio» di eollana, i titoli eorrenti, ehe sarebbero stati utili soprattutto per i componimenti molto Junghi. P. Gresti * GrANRENZO P. Cuvw/ CENSIN PrcH (ed.), VIII Rescontr anternassional de· studi an sla lenga e la literatura piemonteisa, Alba (Famija Albeisa) 1994, 390 p.; GIANRENZO P. Cuvro/ DARIO PASERo/ CENSIN PrcH (ed.), x Re'scontr anternassional de· studi an sla lenga e la literatura piemonteisa, Ivrea (Ferraro) 1995, 124 p.; GrANRENZO P. CuvIOIDARIO PASERo/ CENSIN PrcH (ed.), xr Rescontr anternassional de studi an sla lenga e la literatura piemonteisa, Ivrea (Ferraro) s.d., 156 p. Gli ineontri annuali di studio sulla lingua e letteratura piemontese organizzati da G. P. Clivio e da! suo entourage sono ormai diventati un appuntamento primaverile impreseindibilc nel carnet degli studiosi di dialettologia romanza e degli affezionati al dialetto e alla cultura piemontese, e gli atti ehe eontinuano ad apparirne, in bella veste e eon notevole tempismo, rappresentano sempre una lettura molto ghiotta sia per gli uni ehe per gli altri. Segnaliamo stavolta gli atti dell'ottavo Re'scontr (tenutosi ad Alba il 4-5 maggio 1991), un volumone di quasi 400 dense pagine, del deeimo (tenutosi a Quincinetto 1'8-9 maggio 1993) e dell'undieesimo (tenutosi a Quineinetto il 14-15 maggio 1994), due volumi piu smilzi ma ugualmente rieehi di cose. Com'e eonsuetudine dei Rescontr, in ogni volume eontributi sulla lingua si alternano equilibratamente a eontributi sulla letteratura e la eultura; e molti contributi sono seritti in piemontese (otto su quattordiei nell'vm, cinque su otto nel x, tre su undici nell'xr). Di fronte a tanta materia, ei limiteremo qui ovviamente a qualche spigolatura, dall'ottica de! linguista. Alcuni autori eontribuiseono a tutti e tre i volumi. Oltre a S. GIRARDIN, ehe si 278 Besprechungen - Comptes rendus occupa di diversi poeti piemontesi: K. GEBHARDT, ehe presenta un glossario dei termini di origine tedesca in piemontese (generalita e termini della mineralogia nell'vrn, termini gastronomici nel x) e tratta (xr) della posizione del piemontese fra le lingue romanze (applicando i criteri di Z.MuLJACIC, 1967, ma perche non rifarsi anche ai lavori successivi di G. B. PELLEGRINI sul tema? l'autore trova ehe il piemontese presenta il minimo di punti di distanziamento eon l'italiano, 21, e eon l'oceitano, 22, e il massimo eon il romeno, 42, e il sardo, 45; e ehe sta giusto a meta nella graduatoria generale di individualita; si noti in proposito ehe M. CARAGIU-MARIOTEANU, comparando in vrn rumeno e piemontese, trova invece numerosi punti di eontatto e sorprendenti somiglianze, almeno negli sviluppi fonetici); G. GASCA QuEIRAZZA, ehe eontinua i suoi preziosi scavi nel piemontese dei seeoli passati (Casale Monferrato nel primo Ottoeento, vm; il Vereellese a cavallo fra Sette e Ottoeento, x; Astigiano, un sonetto de! 1791, xr); e B. VrLLATA, eon la proposta di un voeabolario di base del piemontese (vm), un'analisi delle espressioni idiomatiehe nei romanzi di L.PIETRACQUA (x) e un intervento sul posto de! piemontese fra le lingue romanze «statali» (xr; si eonclude ehe il piemontese va situato esattamente dove si trova, a meta fra la Romania oeeidentale e la Romania orientale ...). Alcuni dei eontributi trascendono l'interesse piemontesistico speeifico e toeeano, trattando di eose piemontesi, problemi e tematiche di earattere generale, anehe teorieo: cos'l per es. il lungo saggio in piemontese di G. P. Cuvro sull'esperimento di edueazione linguistiea bilingue italiano/ piemontese in eontesto anglofono eol proprio figlioletto di due anni e mezzo (vm), ehe potra interessare molto gli studiosi di bilinguismo e di psicolinguistica evolutiva, e gli aggiornati e argomentati interventi di M. MArR PARRY su questioni sintattiehe de! piemontese (clitici complemento nelle costruzioni verbali perifrastiche, vm; costruzioni impersonali, xr), ehe saranno letti con grande attenzione da chi si occupa di sintassi. Ma la rosa dei temi linguistici trattati nei tre volumi e amplissima, e comprende anche l'edizione commentata di un «Libro rivelato dello Spirito Santo» dell'Ottoeento in una strana mescolanza di varieta rustiche piemontesi (proposta da T.BuRAT in VIII), una rassegna dei problemi dell'edizione eritica delle opere di Ignazio Isler (D. PASERO in x), osservazioni dialettologiehe su un'area poco studiata, il Canavesano (A. RossEBASTIANO, in xr), eonsiderazioni areali e storieo-etimologiche sulle denominazioni di malattie e termini eonnessi in piemontese (A. CoRNAGLIOTTI, in xr). Anche i contributi su varie questioni letterarie e diversi autori in piemontese paiono, nei limiti delle competenze del reeensore, seri, approfonditi e stimolanti, talche dopo aver ricordato ehe i volumi sono tutti aperti da sentiti indirizzi di C.Pich e si ehiudono eon una mozione, in piemontese, italiano e francese, per la valorizzazione della lingua piemontese (vm) e per la lingua piemontese e le altre lingue regionali e minoritarie (x e xr) non resta ehe concludere queste noterelle esprimendo da un lato la soddisfazione per il livello scientifieo de! eontenuto degli Atti dei Riiscontr, ehe sono ben lungi da! configurarsi come semplice espressione di affetto nei confronti di una lingua minoritaria ma rappresentano inveee un contributo molto notevole al progredire delle eonoscenze sull'area linguistiea e eulturale nord-occidentale d'Italia, e dall'altro, corrispondentemente, un pizzico di rammarieo perche il fatto stesso ehe molti dei contributi piu incisivi siano scritti in piemontese limitera purtroppo grandemente la loro area di fruizione. G. Berruto *
