eJournals Vox Romanica 55/1

Vox Romanica
vox
0042-899X
2941-0916
Francke Verlag Tübingen
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1996
551 Kristol De Stefani

PIERRE KNECHT/ZYGMUNT MARZYS (ed.), Écriture, langues communes et normes. Formation spontanée de koinés et standardisation dans la Galloromania et son voisinage, Neuchâtel/Genève (Faculte des Lettres/Librairie Droz) 1993, 284 p.

121
1996
G. Berruto
vox5510332
332 Besprechungen - Comptes rendus «Fontane 22», was auf einen Verweis auf ein Fontane-Zitat im Grimm'schen Wörterbuch zurückführt, sind eher zufällig. Ähnlich problematisch ist ein Sachindex, in dem mit «Exonym 228» und «Gewässername 228» zirkulär auf den Beitrag zur Thematik «Französische Personen- und Ortsnamen im Rheinland 1794-1814» verwiesen wird. Die Wortindizes, die nach Sprachen geordnet sind, führen dagegen zur Sprachkontaktforschung zurück, die Hauptanliegen der Herausgeber war. Bei strafferer Auswahl hätten mehr Beiträge tatsächlich im Dienste dieses Zieles gestanden, in der vorliegenden Form ist der Band der Gefahr der ungesteuerten Präsentation des häufig durchaus Interessanten, aber eben bloß Kuriosen nicht immer entgangen. Mechtild Bierbach * PrnRRE KNECHT/ ZYGMUNT MARZYS (ed.), Ecriture, langues communes et normes. Formation spontanee de koines et standardisation dans la Galloromania et son voisinage, Neuchätel/ Geneve (Faculte des Lettres/ Librairie Droz) 1993, 284 p. La standardizzazione linguistica e Ja formazione di koinai rappresenta oggidi un tema di elevato interesse, al crocevia fra linguistica storica e sociolinguistica: non stupisce dunque ehe dal colloquio tenutosi all'Universita di Neuchätel il 21-23 settembre 1988 sia scaturito un volume ricco e vivace. Sedici contributi sono raggruppati attomo a tre tematiche diverse: la formazione della norma standard del francese (parte I), le koinai dialettali gallorornanze (parte II), problemi di standardizzazione nelle aree limitrofe (parte III). La prima parte e aperta da G. HILTY, ehe sottolinea come nessuno dei piu antichi monumenti francesi sia dialettalmente omogeneo, ma tutti (i Serments, la sequenza di Sainte Eulalie, il Saint Leger, la Passion) presentino qualche tratto ehe rimanda all'Ile-de- France, mostrando dunque nei testi scritti un precoce orientamento al Centro. D'altra parte, M. PFISTER nel successivo ampio intervento si domanda se esistesse attorno al 1200 una koine francese antica, e la sua risposta, sulla base di una disamina di fonti documentarie e testi letterari in relazione a venti tratti o criteri discriminanti (prevalentemente fonetico-grafici, in parte morfologici), e negativa: verso il 1200 non si pu6 ancora registrare una sensibile irradiazione del dialetto dell'Ile-de-France dalla corte parigina alle regioni vicine. A tre secoli dopo ci porta l'intervento di P. M. SMITH, ehe, illustrando i primi tentativi di normativizzare e standardizzare il francese, mostra come nel Cinquecento questi si scontrino con una situazione linguistica ancora tendenzialmente instabile. La carrellata nel tempo e portata avanti da Z. MARZYS, ehe, sulla scorta de! trattamento riservato ad alcuni casi critici concernenti il comportamento dei pronomi, segne il progredire presso i grammatici del Sei e Settecento dell'ideologema dell'«ordre nature! » e della «clarte» de] francese; e da S. BRANCA-RosoFF, ehe esamina i dizionari enciclopedici settecenteschi di Trevoux, rilevando l'eterogeneita delle tecniche di descrizione del materiale lessicografico ehe vi compaiono. Nella seconda parte, P. BEc e G. KREMNITZ si dividono temporalmente (il prima fino a Mistral, il secondo da Mistral ai giorni nostri) Ja trattazione de! dibattito culturale circa Ja standardizzazione dell'occitano, D. DROIXHE e J. GERMAIN si occupano della Vallonia (l'uno con un dettagliato esame della presenza dell'attrazione vocalica leodiese nella letteratura vallone fra il 1600 e il 1850 e l'altro discutendo le ragioni della mancanza in Vallonia di una vera e propria koine), mentre A.-M. VuRPAS e T. TELMON completano il panorama galloromanzo, rispettivamente con osservazioni sulla polirnorfia dialettale sempre presente nell'area franco-provenzale in territorio francese e con un puntuale contributo sul modo in cui nell'opera de! grande studioso di inizio secolo J.-B. Cerlogne, codificatore del franco-provenzale valdostano, si riflette Ja frammentazione dei dialetti locali. Nel com- Besprechungen - Comptes rendus 333 plesso, questi sei contributi documentano, nelle aree periferiche interessate, una sostanziale assenza sia di fenomeni di reale standardizzazione sia de! l'humus ideologica ehe potrebbe favorirla nella coscienza della comunita parlante: sembra prevalere dappertutto, oggi come nel passato, e indipendentemente dalle dinamiche di sviluppo interne delle parlate, ! 'esprit de clocher. La terza parte ci porta prima in Italia, con un intervento di R. ENGLER (ehe ha provocato vivace discussione il volume ehe stiamo recensendo ha infatti anche il pregio di riportare in appendice ad ogni contributo domande dei partecipanti alla discussione e risposte dei relatori) sulla questione cinguecentesca della lingua in Italia e sulla sua ricezione in Europa e uno di M. CoRTELAZZO (alquanto generico, a vero dire) sulla presenza in Italia dopo il Cinquecento di koinai dialettali; e poi, naturalmente, in Svizzera: G. DARMS informa sulla creazione, avvenuta a tavolino nei primi anni Ottanta e ehe ha ottenuto un certo successo nella comunita parlante, de! rumantsch grischun, una koine scritta destinata alle aree retoromance dei Grigioni; A. NÄF discute, sulla base principalmente del materiale didattico di Schwyzertütsch di M. Zwicky, i problemi connessi con Ja scelta di un'eventuale koine alemannica (sara, en passant, frutto di malcomprensione ehe a p. 259 si affermi ehe nel Canton Ticino esiste largamente una «variete regionale intermediaire [dialetto regionale]» fra le parlate locali e l'italiano standard). Il contributo di W. HAAS, intercalato fra questi ultimi due, interessa anch'esso, sia pure non specificamente, la situazione svizzera, riferendo l'autore, con la consueta competenza, dello stato recente della discussione sull'origine della norma de! tedesco. Una sintesi critica dei lavori, opera di Z. MARZYS, conclude il volume: non possiamo qui seguire MARZYS quando sostiene ehe «! es colloques de ce type, reunissant des specialistes de domaines voisins autour d'un theme precis, sont enrichissants (... ) surtout pour les organisateurs» (279), giacche abbiamo trovato il documentato state of the art rappresentato dai saggi qui riuniti molto stimolante ed estremamente arricchente anche per il lettore non specialista di linguistica galloromanza, e vorremmo dire per ogni linguista! G. Berruto * JOACHIM LENGERT, Regionalfranzösisch in der Literatur. Studien zu lexikalischen und grammatischen Regionalismen des Französischen der Westschweiz, Basel/ Tübingen (Francke) 1994, 546 p. (Romanica Helvetica 111) Version profondement remaniee d'une these de doctorat soutenue a Cologne en 1990, ce volumineux ouvrage se propose d'apporter une contribution a Ja description du frarn; ais regional de Suisse romande sur Ja base d'un corpus de textes litteraires contemporains. Ce corpus comprend en totalite ou en partie l'ceuvre de sept ecrivains romands, dont chacun represente l'un des cantons entierement ou partiellement francophones. De plus, l'auteur a utilise, a titre de comparaison, une collection personnelle d'extraits d'ecrivains romands du XIX e et du XX e s. ainsi que Je fichier de fran�ais regional constitue par le Centre de dialectologie de l'Universite de Neuchatel. La plus grande partie de l'ouvrage (environ 400 pages) est constituee par un glossaire contenant un millier d'articles et ordonne thematiquement selon Je modele du Begriffssystem de von Wartburg et Hallig. Chaque article comprend, apres l'en-tete: une breve definition en frarn; ais; un, parfois deux exemples tires du corpus; l'extension geographique du mot; des indications sur sa frequence dans Je corpus (en chiffres absolus) et en Suisse romande termes generaux: «selten», «gängig», «geläufig», «frequent»); un historique avec, dans Ja mesure du possible, la premiere attestation; des remarques facultatives sur Ja phonetique, la graphie et la morphosyntaxe; enfin, des references bibliographiques. Le