eJournals Vox Romanica 71/1

Vox Romanica
vox
0042-899X
2941-0916
Francke Verlag Tübingen
Es handelt sich um einen Open-Access-Artikel, der unter den Bedingungen der Lizenz CC by 4.0 veröffentlicht wurde.http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/121
2012
711 Kristol De Stefani

Mercedes Brea López/Santiago López Martínez-Móras (ed.), Aproximación ao estudo do vocabulario trobadoresco, Santiago de Compostela (Centro Ramón Piñeiro para a Investigación en Humanidades) 2010.

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2012
Gerardo  Larghi
vox7110253
Linguistique romane générales - Allgemeine romanische Sprachwissenschaft Mercedes Brea López/ Santiago López Martínez-Móras (ed.), Aproximación ao estudo do vocabulario trobadoresco, Santiago de Compostela (Centro Ramón Piñeiro para a Investigación en Humanidades) 2010. Il volume raccoglie le relazioni tenute nel corso del colloquio «Aproximacións ao estudo do vocabulario trobadoresco» svoltosi nel 2008 presso il Centro Ramón Piñeiro. Obiettivo della assise scientifica fu il confronto tra alcuni specialisti circa la metodologia per lo studio del lessico impiegato dai trovatori medievali gallego-portoghesi, da quelli occitani e da quelli in lingua d’oïl. Aprono il tomo due contributi, dovuti rispettivamente a M. Brea López, «O vocabulario como fío de cohesión na tradición trobadoresca» (9) e F. Martínez Martínez, «Lenguaje y derecho: una aproximación al léxico feudal de los trovadores» (21), nei quali vengono affrontati, in modo complementare, argomenti di ordine generale: mentre la docente gallega ha analizzato il ruolo centrale svolto nel vocabolario trobadorico dal codice feudale reinterpretato in chiave lirica, il professore di diritto presso l’ateneo Complutense di Madrid, al termine di una analisi condotta attorno ad alcuni nuclei semantici, giunge ad affermare, forse con qualche punta di eccessivo entusiasmo, che «el amor cortesano es un feudalesimo del amor, es el amor expresado en términos feudales» (23). Un ampio gruppo di interventi è invece dedicato alla ricerca dei collegamenti proponibili tra la lirica gallego-portoghese e quella gallo-romanza (così M. A. Ramos, «Vectores de circulaç-o linguística na poesia galego-portuguesa [A 126, B 1510]» (37), A. A. Domínguez Carregal, «Un verso de Johan Soarez de Pavia e a adaptación do modelo poético occitano» (65)) ovvero con quella italiana (P. Larson, «Da un mare all’altro» (75)). Da parte loro R. Distilo/ F. Constantini/ R. Viel, «Per il vocabolario della poesia trobadorica: notizie dalla base dati trobvers» (91), dimostrano quale sia per i ricercatori l’utilità di poter disporre di software in grado di organizzare e presentare i materiali lessicali desumibili non solo dai manoscritti, ma anche dalle indagini dei filologi. Nel caso specifico si tratta della base-dati TrobVers (che è, insieme alla COM, uno dei due programmi informatici ormai entrati a far parte degli strumenti di uso quotidiano degli occitanisti). Di impianto più tradizionale è invece il contributo di A. M. Mussons, «Traducir a los trovadores provenzales» (111) che analizza l’importanza che la struttura di un testo poetico riveste quando se ne voglia dare una interpretazione (e dunque una traduzione): nel suo esercizio la filologa catalana prende in esame uno dei testi fondanti della filologia romanza, il vers di Guglielmo IX Ab la dolsor del temps novel, e per il quale propone una nuova versione. Alla analisi del vocabolario di uno specifico genere letterario (le cantigas de escarnio e de maldecir) è dedicato il lavoro di J. Paredes, «Vocabulario y especificidad genérica: en torno a la cantiga de escarnio y maldecir» (123), mentre, sempre nello stesso ambito, ma con una leggera correzione della prospettiva, si inquadra il saggio di J. C. Ribeiro Miranda, «Cantar ou cantiga? Sobre a designaç-o genérica da poesia galego-portuguesa» (161) il quale riflette sulle denominazioni delle composizioni trobadoriche. A sua volta Â. Correia, «Palavras escarninhas de Joam Soares Coelho. Bon casament’á, pero sen gran milho» (135) sperimenta l’importanza che gli studi storici e l’ancoraggio cronotopico dei versi poetici possono rivestire per l’interpretazione dei testi. Sono riservate alla analisi di un lessema italiano le annotazioni di C. Pulsoni, «Note su sogliardo» (151), mentre ad un tema più generale, ma sempre nell’ambito di una indagine sul vocabolario poetico del Duecento in lingua di sì, è dedicato lo studio di C. F. Blanco Valdés, «El léxico de la paura en Guido Cavalcanti» (181). 253 Besprechungen - Comptes rendus A loro volta Y. Frateschi Vieira, «Os olhos e o coraç-o na lírica galego-portuguesa» (193) e Mª do Rosário Ferreira, «Aquí, alá, alhur: reflexões sobre poética do espaço e coordenadas do poder na Cantiga de amigo» (209) hanno offerto due contributi alla conoscenza del vocabolario trobadoresco gallego-portoghese. Chiudono, infine, questo utile volume due interventi nei quali vengono avanzate proposte in merito a nuovi dizionari e glossari della lingua dei trovatori medievali. Il primo tra essi è dovuto a P. G. Beltrami, «Problemi e prospettive per i dizionari della lingua dei trovatori» (229), il quale, dall’alto della sua esperienza quale direttore dell’Opera del Vocabolario Italiano (OVI), dopo aver analizzato l’attuale panorama della lessicografia occitana, e guardato alle esigenze di ricercatori e utenti, conclude che da un lato «è necessario un nuovo dizionario di qualità scientifica che sostituisca il Lexique roman e il Supplement-Wörterbuch; dall’altro un dizionario maneggevole, scritto nella lingua degli utenti, che permetta di tradurre i testi ai non addetti ai lavori» (232). A sua volta M. Ferreiro, docente presso l’Università di La Coruña, nel suo contributo Sobre o proxecto Glosario crítico da lírica profana galegoportuguesa, ha presentato un progetto di costruzione «do glosario dicionarizado, contextualisado e exhaustivo, do corpus da lirica profana galego-portoguesa, constituido polas arredor de 1680 cantigas» (238). Il colloquio, e gli atti di cui ora disponiamo, dimostrano dunque la grande utilità che Dizionari, Glossari, Lemmari e strumenti informatici possono rivestire per chi voglia meglio comprendere il linguaggio lirico medievale europeo. Gerardo Larghi ★ Maurilio Pérez González/ Estrella C. Pérez Rodríguez (ed.) Influencias léxicas de otras lenguas en el latín medieval / Influences lexicales d’autres langues sur le latin médiéval, León (Universidad de León y de Valladolid) 2011, 365 p. Il volume che qui si presenta, contiene gli atti del Colloquio Internazionale che si è tenuto a León dall’1 al 3 giugno 2010, allorché per la quarta volta, dopo quelle di Parigi, Barcellona e Praga, si ritrovarono le équipes internazionali che lavorano intorno ai diversi progetti lessicografici di latino medievale oggi attivati in Europa. Tema del congresso erano le influenze esercitate dalle lingue «altre» sul latino medievale ma non sono mancati contributi nei quali gli studiosi hanno sottolineato la stretta relazione che esiste tra lessicografia e scienze storiche. A partire dal concreto caso del lemma planus, ad esempio, B. Bon nel suo saggio su «L’Influence des langues romanes sur le latin médiéval: L’exemple de planus» (21-32), rimarca l’utilità che per il linguista riveste la combinazione tra gli strumenti offerti dalla lessicografia e quelli più prettamente storici. In questa direzione si muove anche J. M. Díaz de Bustamante, «Aspectos léxicos de las cautelas y de lo cautelar en el latín medieval diplomático del reino de León y Galicia» (33-48), il quale fonda la propria indagine delle voci caveo (assente nel Du Cange), cautela/ cautio, sui materiali offerti dalle recenti, e sempre più adeguate, edizioni di cartulari. L’intervento di P. Tombeur, «Vt ita dicam et similia. Vulgarismes et néologismes» (345-65) affronta il problema del ruolo centrale che i più aggiornati e perfezionati software informatici, nello specifico caso il Database of Latin Dictionaries, svolgono nella ricerca lessicografica. Lo studioso belga mostra un esempio di tale fatto evidenziando le molteplici novità presenti nel Thesaurus di Sigeberto di Gembloux ed allargando poi il campo d’indagine attraverso un altro software di interrogazione dati (il Cross Database Searchtool for Latin Databases) alle prime attestazioni dei vocaboli vallone e constitura. A. Gómez Rabal, «Latinización constatada. Dudas y dificultades en el Glossarium 254 Besprechungen - Comptes rendus